Sono 65,4 milioni di sterline la cifra che si è rivelata fatale per il Real Madrid, con il Barcellona che ha soffiato da sotto il naso dei Blancos il perno del Manchester City, Rodri. Mesi di indiscrezioni su un possibile accordo con il Real sono svaniti in un istante, perché i catalani hanno messo sul piatto quasi 30 milioni di sterline in più mentre il Madrid esitava davanti al passo decisivo. L'artefice dell'operazione è stato il direttore sportivo Deco, che ha tenuto un incontro segreto di tre ore con il giocatore in un hotel; sono poi arrivati una telefonata personale di Hansi Flick e il pressing attivo di Lamine Yamal. Il Real ha poi cercato di far passare la vicenda come un passo indietro volontario, ma la verità sta nella scelta dello stesso Rodri. "Avevo altre opzioni, ma per me il Barcellona era la prima scelta. L'ho chiarito a tutti i soggetti coinvolti", ha spiegato Rodri. Atterrato all'aeroporto di El Prat con un jet privato lunedì sera, martedì mattina ha completato le visite mediche nel centro sportivo del club a Sant Joan Despí e ha firmato un contratto fino al 2030.

Il campione del mondo 2026 e miglior giocatore del torneo, che ha battuto lo stesso Lionel Messi nella corsa al Pallone d'Oro, torna in Catalogna da leader indiscusso. Dopo quanto fatto vedere al Mondiale, Rodri diventa il nuovo asse del centrocampo del Barcellona e l'erede naturale di Sergio Busquets, colmando la carenza tattica che ha fatto più male al club. I critici lo definiscono un computer perfetto, un centrocampista che si incastra nel pressing alto di Flick e che assumerà anche il ruolo di chioccia per i giovani talenti del club. Le stelle della rosa non nascondono l'entusiasmo, perché l'arrivo del miglior mediano al mondo significa il ripristino dell'identità del club e il ritorno alla lotta per la Champions League. Il genio tattico si metterà al lavoro subito, con il compito di chiudere il digiuno europeo e gettare le basi di una nuova era al Barcellona.
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