"Ed, te l'ho detto: voglio questo match nel Regno Unito. È quello che abbiamo firmato", ha detto Anthony Joshua, senza nascondere la rabbia. Il due volte campione del mondo è tornato sul ring dopo un terribile incidente d'auto che gli ha causato 24 costole rotte e gli è costato la vita di amici, eppure la sfida con Tyson Fury si è arenata su una questione: dove. Il promoter Eddie Hearn assicura che Joshua sente un dovere verso il pubblico britannico e vuole che l'incontro si disputi in casa. Dana White la vede in modo molto diverso. Il presidente della UFC sostiene che l'accordo sia già chiuso, e il suo messaggio è stato netto: "Si va dove ci sono i soldi". Gli organizzatori e Netflix spingono per il Madison Square Garden, un'ipotesi che preoccupa l'ex allenatore di Joshua, Robert Garcia, che ricorda fin troppo bene la clamorosa sconfitta subita dal britannico proprio in quell'arena nel 2019. Fury, dal canto suo, è ben felice di combattere negli Stati Uniti, mentre Joshua pretende che i termini del contratto vengano rispettati. Una delle date in discussione è venerdì 20 novembre 2026, scelta per evitare la concomitanza con il calendario del football americano universitario.

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