"Onestamente penso che la Ferrari conquisterà la pole a Monaco: nessuno si avvicina alla sua macchina nelle curve lente". Parole che non arrivano da un tifoso sfegatato di Maranello. Sono del campione del mondo in carica e vincitore dello scorso anno a Monaco, Lando Norris.
La Mercedes ha dominato finora la stagione 2026, infilando cinque vittorie consecutive partendo dalla pole. Eppure, mentre il paddock si sposta tra le strade strette di Montecarlo, tutti percepiscono che gli equilibri di forza stanno per cambiare.

L'asso nella manica di Maranello e la minaccia alla Mercedes
SponsorizzatoGli analisti concordano su un punto: il telaio della Ferrari è fatto su misura per il labirinto di 3,337 chilometri che si snoda a Monaco. Il team principal della McLaren Andrea Stella ha sostenuto la teoria con dati concreti. "I dati GPS sono chiari: la SF-26 è imbattibile nei settori a bassa velocità e sui cordoli", ha spiegato. La vettura italiana può mancare di spinta sui rettilinei, ma ecco il paradosso: a Monaco non ce ne sono quasi.
Per un pilota, questo weekend vale tutto. Charles Leclerc, 28 anni, cresciuto nel Principato, indosserà una speciale tuta bianca. Qui ha vinto nel 2024 tra scene di grande emozione e, dopo un deludente quarto posto in Canada, le strade di casa gli offrono l'occasione perfetta per riscattarsi. Il suo compagno di squadra Lewis Hamilton, secondo nella stessa gara canadese, resta fedele al tradizionale rosso.
Poi c'è l'uomo che tutti inseguono. La giovane stella della Mercedes Andrea Kimi Antonelli, in testa alla classifica con 43 punti di vantaggio sul compagno George Russell, punta alla quinta vittoria di fila. Monaco, però, è esattamente il tipo di circuito in cui una striscia perfetta tende a spezzarsi.

Aerodinamica vietata: la mossa radicale della FIA
Questo Gran Premio farà la storia tanto fuori quanto in pista. La FIA ha vietato del tutto l'aerodinamica attiva a Monaco. La Straight Mode, il sistema che con il regolamento 2026 ha sostituito il DRS, semplicemente non sarà disponibile.
La motivazione riguarda sicurezza e stabilità. Per attivare il sistema serve che la vettura disponga di zone di frenata e aderenza di almeno tre secondi, un lusso che i muretti di Montecarlo non concedono mai. Ai piloti resta solo una Overtaking Mode per l'ultima curva. Anche così, Gabriel Bortoleto dell'Audi non si lascia andare all'ottimismo. "Con il recupero di energia sempre attivo, sorpassare qui sarà comunque durissima", ha avvertito.

Mille gare e un giubileo papaya
Per la McLaren è una festa. La squadra britannica celebra il suo Gran Premio numero 1.000 proprio sul circuito dove aveva esordito nel 1966 con il fondatore Bruce McLaren. Per onorare il traguardo, la MCL40 si presenta con una vistosa livrea papaya che porta il grido di battaglia del team: "McLaren Never Quits".

La guerra politica dietro le quinte e i guai della Red Bull
La sfida non si limita all'asfalto. A porte chiuse, la politica ha raggiunto il punto di ebollizione. Zak Brown prosegue la sua campagna contro la doppia proprietà della Red Bull, inviando una lettera ufficiale al presidente della FIA in cui chiede una netta separazione tra Red Bull Racing e la squadra sorella Racing Bulls. Laurent Mekies ha replicato, assicurando che il suo team è pronto a qualsiasi nuova regola.
I problemi della Red Bull non sono solo politici. La sua vettura proprio non si adatta a ciò che Monaco richiede, una combinazione che gli esperti hanno già bollato come una ricetta per il disastro.
Insomma, la Ferrari spezzerà il dominio argentato della Mercedes, o la McLaren coronerà la sua gara numero 1.000 con un trionfo memorabile? Le strade di Montecarlo emetteranno il verdetto domenica 7 giugno.




