Il Manchester City ha battuto l'Arsenal 2-1 domenica all'Etihad. Ma dopo la partita a tenere banco è stato un solo episodio: all'83' Gabriel Magalhães ha spinto la testa contro Erling Haaland e se l'è cavata con un semplice cartellino giallo.
La corsa al titolo di Premier League si è trasformata in una guerra di logoramento. L'Arsenal è ancora in testa, ma il City ora è a soli tre punti con una partita in meno. La sfida di domenica all'Etihad aveva esattamente questo peso, e quanto visto in campo lo ha rispecchiato.
La partita
SponsorizzatoIl City è partito forte. Rayan Cherki, appena 22 anni, ha firmato uno splendido vantaggio al 16': servito da Matheus Nunes dopo un cross di Rodri respinto corto, il francese è sgusciato tra due difensori e ha piazzato il pallone nell'angolo basso a sinistra.
Ma appena 107 secondi dopo Gianluigi Donnarumma ha commesso un errore costoso. Il portiere ha ricevuto un retropassaggio dopo una rimessa laterale, ha esitato e Kai Havertz gli è andato addosso in pressione. Il rinvio di Donnarumma è carambolato sul piede di Havertz ed è finito in rete. 1-1.
Donnarumma si è riscattato intorno all'ora di gioco, uscendo con tempismo dai pali per negare a Havertz un uno contro uno. L'Arsenal ha colpito due pali: prima con un tiro a giro di Eberechi Eze, poi con un colpo di testa di Gabriel.
Al 65' il City è tornato all'attacco. Il cross dalla sinistra di Nico O'Reilly è stato prolungato da Rodri e Haaland si è girato in area per segnare: quarto gol consecutivo in Premier League contro l'Arsenal. 2-1.
Havertz ha avuto una clamorosa occasione per pareggiare nel recupero, ma ha mandato di testa sopra la traversa il cross di Trossard. Il City ha resistito.

L'episodio
La rivalità tra Gabriel e Haaland covava da tutto il pomeriggio. A un certo punto il brasiliano aveva letteralmente strappato la maglia di dosso a Haaland. L'agonismo non ha fatto che crescere.
All'83' Haaland ha subito fallo a centrocampo, ha respinto Gabriel e i due si sono fronteggiati, fronte contro fronte. Poi Gabriel ha spinto la testa in avanti, contro il volto di Haaland.
L'arbitro Anthony Taylor ha ammonito entrambi. Il VAR (John Brooks) ha rivisto l'episodio e confermato la decisione. Il Premier League Match Centre ha poi diffuso una nota:
«La decisione dell'arbitro di non estrarre il rosso è stata verificata e confermata dal VAR: il gesto di Gabriel non è stato ritenuto eccessivamente aggressivo o violento.»

La reazione di Haaland
Ai microfoni di Sky Sports dopo la partita, Haaland è stato chiaro:
«Se vado a terra come farebbe chiunque altro, è rosso. Non è una cosa che farei. Mio padre mi ha insegnato a restare in piedi. Questa è la realtà. Avrei dovuto andare giù? Forse. Allora sarebbe stato più facile. Ma non l'ho fatto e mi sono preso un giallo. Non so perché.»
Secondo lui, è stato proprio il suo autocontrollo a evitare l'espulsione a Gabriel.

Il parere degli esperti
Gli opinionisti si sono divisi.
Dermot Gallagher, ex arbitro di Premier League (1992-2007), ha difeso la decisione:
«Gabriel è molto imprudente in quello che fa, non è la cosa più intelligente da fare e corre un rischio, ma se guardate bene, in realtà scivola sulla parte anteriore e non va dritto contro di lui: non gli dà una testata. Però è molto, molto fortunato che Haaland sia stato molto, molto responsabile, perché se fosse finito a terra lo scenario sarebbe cambiato completamente.»
Mike Dean, anche lui ex arbitro di Premier League, ha usato toni più morbidi:
«Sono andati testa contro testa, non c'è forza eccessiva da parte di Gabriel… Direi che il giallo è giusto, ma non mi sarei sorpreso se Gabriel fosse stato espulso. Rivedendolo, Gabriel è molto fortunato a non essere stato espulso.»
Jay Bothroyd non è stato affatto d'accordo:
«Gabriel è stato fortunato: se guardiamo il regolamento, mettere la testa in faccia a qualcuno è condotta violenta. Quella era condotta violenta e abbiamo visto altri giocatori espulsi per un movimento del genere verso la testa di un avversario.»
Jamie Carragher ha scelto una via di mezzo:
«Gabriel è stato sicuramente fortunato. È un gesto sciocco e gli è andata bene. Se mi chiedete cosa penso di situazioni del genere, non mi piace vedere giocatori espulsi per questo. Se tirano indietro la testa e danno una testata, allora è rosso. Ma personalmente non mi piace vedere espulsioni in una situazione così. Un giallo a testa per me basta, ma è stata una stupidaggine: non solo per questa partita, avrebbe potuto saltare tre gare con tanto calcio importante ancora da giocare.»
Gary Neville, nel suo podcast, ha citato un precedente personale:
«A me è successo. Credo fosse proprio con Steve McManaman nel derby di Manchester. Puoi mettere la testa contro quella dell'altro, va bene. Magari vi prendete un giallo a testa. Nel momento in cui fai quello [spingi in avanti], di solito è rosso. La sorpresa è stata che Anthony Taylor li abbia trattati allo stesso modo.»

Lo sfogo di Guardiola
Dopo la partita Pep Guardiola ha espresso chiaramente la sua frustrazione per il livello degli arbitraggi, citando due precedenti episodi che hanno riguardato il City, il rosso a Nolito nel 2016/17 e quello a Rodri nel 2023 contro Morgan Gibbs-White del Nottingham Forest, per denunciare un'incoerenza di giudizio.
«Adesso non mi metterei a fare quel gioco. Non ho molta simpatia per il mondo arbitrale in questo Paese, quindi cosa dovrei dire? So che Erling si è comportato come si è comportato.»
Lo stesso Guardiola è stato ammonito durante le proteste: settimo giallo stagionale, che lo lascia a sole due ammonizioni da una squalifica di tre giornate.
La posta in palio
La corsa alla Premier League non potrebbe essere più serrata. Il City è ora a tre punti dall'Arsenal con una partita in meno. Mercoledì il City farà visita al Burnley: una vittoria lo porterebbe in vetta alla classifica per la prima volta da agosto.
L'Arsenal è rimasto a mani vuote in tutte le ultime quattro stagioni. Anche Haaland ha ricordato questi precedenti:
«Nelle ultime quattro stagioni sono rimasti a mani vuote. Per ora sono ancora primi. Sono stati comunque la squadra migliore in questa stagione. Ma non voglio parlare troppo di loro.»
Sei minuti di recupero. Un giallo che doveva essere rosso, a seconda di chi interpelli. E una corsa al titolo che sta per decidersi nel modo più british che si possa immaginare: tra differenza reti, pali e una discussione su un movimento della testa su cui nessuno riesce davvero a mettersi d'accordo.




