"Neymar non gioca nemmeno. Neymar è il primo convocato in smart working al mondo." Con questa stoccata, lanciata durante un intervento a Belo Horizonte, il presidente brasiliano Lula ha riassunto la posizione della stella 34enne. Mentre la CBF, la federazione calcistica brasiliana, assicura che Neymar è nella fase finale della riabilitazione nel New Jersey, il leader del Paese tratta la convocazione come una barzelletta, e ritiene che la vera soluzione stia nell'intelligenza artificiale, quella che un giorno potrebbe schierare in campo undici Pelé contemporaneamente.
Il contrasto con la panchina è netto. L'allenatore Carlo Ancelotti ha tenuto l'attaccante nella rosa nonostante l'ennesimo infortunio, rimediato il 17 maggio, anche se Neymar non veste la maglia della nazionale dall'ottobre 2023. E il sarcasmo del presidente ha toccato il culmine nel momento in cui ha lanciato un'occhiata al campo avversario. "Stavo pensando di ingaggiare Messi per farlo giocare con il Brasile", ha scherzato Lula, con un cenno all'Argentina.

La domanda resta quindi sospesa. Il calciatore "a distanza" ripagherà la fiducia quando tornerà in campo, oppure il calcio brasiliano ha davvero bisogno di una rivoluzione radicale, magari persino di un'importazione argentina?
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