Esordio a 15 anni, stella a 18
Nel pieno di Euro 2024 in Germania, un ragazzino si è seduto davanti ai giornalisti e ha spiegato con calma come riempiva le ore tra allenamenti e partite. "Mi sono portato i libri di scuola, perché sono all'ultimo anno delle superiori", ha detto. "Seguo le lezioni online e va tutto bene". Pochi giorni dopo, quello stesso ragazzino ha infilato la Francia con un tiro a giro da lontano che ha deciso la semifinale, diventando il più giovane marcatore della storia del campionato europeo a 16 anni e 362 giorni.

La carriera di Lamine Yamal si legge come un elenco di record. Ha esordito nella prima squadra del Barcellona a 15 anni, nove mesi e 16 giorni, il giocatore più giovane mai schierato dal club. Fa fatica a crederci chi ricorda che nel novembre 2022, durante il Mondiale in Qatar, non aveva ancora giocato nemmeno con la squadra B. Due anni dopo aveva vinto Euro 2024, conquistato il premio di miglior giovane del torneo e chiuso in testa alla classifica degli assist con quattro. Poi, sotto la guida di Hansi Flick, ha chiuso la stagione 2024-25 con 18 gol e 25 assist.
SponsorizzatoIl segno lasciato in Nazionale è altrettanto storico. Nel settembre 2023, a 16 anni e 57 giorni, ha segnato nella partita contro la Georgia diventando il più giovane marcatore della storia della Roja, la nazionale spagnola. Poco prima aveva fatto lo stesso in Liga, la massima serie spagnola, diventando anche lì il più giovane marcatore del campionato.

Perché ha scelto la Spagna e non il Marocco
Yamal poteva scegliere tra diverse nazionali. Per origini familiari era eleggibile per il Marocco o la Guinea Equatoriale, ma ha optato per il paese in cui è nato. Quella scelta non ha mai offuscato la sua identità. Dopo ogni gol disegna con le dita il numero 304, un omaggio alle sue radici: è il codice postale di Rocafonda, il quartiere in cui è cresciuto.

Il simbolismo che lo accompagna risale fino all'infanzia. Nel dicembre 2007, quando Lamine aveva sei mesi, Lionel Messi posò per un calendario di beneficenza facendo il bagnetto proprio al piccolo Yamal. "Quello che sta facendo Lamine, e quello che ha ottenuto, è straordinario", dice oggi Messi di lui. Il Barcellona, dal canto suo, gli ha consegnato la storica maglia numero 10, quella che fu di Messi e che ora porta il peso del futuro del club.

Calcio intelligente: cosa fa impazzire Guardiola
Pep Guardiola sottolinea che Yamal mostra una maturità che di solito i giocatori raggiungono a 24 o 25 anni. I giovani di talento, spiega, spesso cercano la giocata spettacolare in ogni azione, come Steph Curry a caccia di una tripla dalla distanza. Yamal sa esattamente quando fermarsi, quando giocare di prima e quando risolvere una partita con un dribbling.
Il ct della Spagna Luis de la Fuente lo definisce "benedetto da Dio". Il suo stile si adatta alla perfezione alla scuola spagnola, dove contano soprattutto la decisione presa prima che arrivi il pallone e la lettura del campo. Sono queste qualità — visione di gioco, dribbling e creatività — a renderlo diverso, anche in una squadra con Rodri e Pedri.

La grande speranza della Spagna
Il 13 luglio 2026, alla vigilia della prima semifinale del Mondiale, Yamal compirà 19 anni. La Spagna arriva come una delle favorite del torneo e il suo nome è già accostato a quelli di Kylian Mbappé ed Erling Haaland. A 18 anni vanta sette trofei — sei con il club, uno con la Nazionale — ma il suo vero obiettivo è un secondo Mondiale per la Roja.
La storia offre qui un'altra curiosa coincidenza. Quando la Spagna alzò la Coppa del Mondo per la prima volta, nel 2010, mancavano appena due giorni al terzo compleanno di Yamal. Simone Inzaghi lo definisce un fenomeno "che nasce una volta ogni 50 anni". Negli stadi del Nord America è questa l'aspettativa che accompagna un giocatore che porta già sulle spalle l'eredità di Messi e Ronaldinho.




