La corsa al titolo di Premier League non è mai stata così tesa. Manca meno di un mese alla fine della stagione: cinque partite a testa, una classifica, un trofeo. E adesso, nel rush finale, tutto si gioca su un singolo pallone o su un singolo errore.

A marzo i punti di distacco erano nove. Ora sono tre.

Una classifica che dice tutto

Sponsorizzato
MYBC SPORTSBOOK Scommessa gratis da $10 sul primo deposito Registrati su MYBC in un minuto e riscattala. Registrati

Manchester City e Arsenal sono separati dal più sottile dei margini. Dopo i risultati di mercoledì, le due squadre erano appaiate a quota 70 punti, con la stessa differenza reti (+37), e il City davanti soltanto per i gol segnati: 66 contro i 63 dell'Arsenal. Poi sabato 25 aprile un tiro a giro di Eberechi Eze nel primo tempo ha regalato all'Arsenal l'1-0 casalingo sul Newcastle e lo ha riportato in vetta, con tre punti di vantaggio e il City con una partita in meno.

Quella vittoria ha chiuso un periodo terribile per l'Arsenal: le sconfitte contro il Bournemouth (2-1) e contro il City (2-1) all'Etihad il 19 aprile, più la finale di Carabao Cup persa con il City e l'eliminazione nei quarti di FA Cup per mano del Southampton. La squadra di Mikel Arteta aveva vinto appena una delle sei partite precedenti in tutte le competizioni, l'1-0 sul campo dello Sporting CP nell'andata dei quarti di Champions League.

All'Arsenal restano cinque partite. Cinque anche al City, che ne ha una da recuperare. E saranno quelle gare a scrivere 22 anni di storia.

Il 2026 come il 2011-12? Perché la Premier League potrebbe di nuovo decidersi sulla differenza reti

Arsenal con la coperta corta

Che cosa è successo alla squadra di Mikel Arteta?

Una risposta: un'emergenza in rosa nel momento peggiore possibile.

Bukayo Saka, il cuore pulsante dell'attacco dell'Arsenal, convive con un problema al tendine d'Achille da quando ha lasciato il ritiro dell'Inghilterra durante la sosta per le nazionali di marzo. Ha saltato la finale di Carabao Cup persa con il City ed è rimasto fuori per circa un mese: prima della sfida di campionato con il City Arteta aveva detto che "Bukayo è fuori, sicuramente", per poi confermare alla vigilia della gara con il Newcastle: "Bukayo probabilmente sarà tra i convocati, quindi buone notizie".

Il capitano Martin Ødegaard è rientrato dal fastidio al ginocchio ed è partito titolare contro il Newcastle. Mikel Merino sta ancora recuperando dall'operazione al piede a cui si è sottoposto all'inizio dell'anno: secondo quanto riportato, punta a rientrare prima della fine della stagione, con anche il Mondiale nel mirino. Jurriën Timber ha saltato la sfida con il Newcastle per un problema all'inguine, mentre Riccardo Calafiori è tornato tra i convocati. Kai Havertz è uscito zoppicando al 34' contro il Newcastle, e lo stesso Eze è stato costretto al cambio nella ripresa.

Cinque giocatori chiave dentro e fuori dalla distinta, e tutto nella fase più decisiva della corsa al titolo.

Il 2026 come il 2011-12? Perché la Premier League potrebbe di nuovo decidersi sulla differenza reti

L'allievo contro il maestro

Sullo sfondo, sul piano psicologico, si sta scrivendo un'altra storia: Arteta sfida il suo vecchio capo.

Mikel Arteta è stato il vice di Guardiola all'Etihad dall'estate 2016 al dicembre 2019. Poi è passato all'Arsenal e ha costruito il suo regno nel nord di Londra. Ma nelle ultime tre stagioni la squadra di Arteta ha chiuso sempre al secondo posto: due volte proprio dietro al City (2022-23 e 2023-24), una dietro al Liverpool (2024-25).

Per Guardiola, il City lotta per il 7° titolo in 9 anni. Per Arteta è una missione storica: il primo campionato della sua carriera da allenatore. Il peso psicologico è talmente diverso da aver condizionato il rush finale.

Dopo la vittoria sul Burnley, Guardiola ha dichiarato: "Considerando gli ultimi tre giorni, l'emozione e l'intensità fisica della partita che abbiamo giocato [contro l'Arsenal], abbiamo fatto una gara straordinaria".

Il 2026 come il 2011-12? Perché la Premier League potrebbe di nuovo decidersi sulla differenza reti

209 giorni e 22 anni

La corsa al titolo dell'Arsenal merita un capitolo a parte.

I Gunners sono saliti in testa alla classifica lo scorso agosto. E lì sono rimasti, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Per 209 giorni consecutivi l'Emirates ha guardato tutti dall'alto. Al 14 marzo, dopo l'1-1 del City contro il West Ham, il vantaggio era salito a 9 punti. I tifosi dell'Arsenal stavano già preparando il copione della festa.

Poi il City ha ricucito lo strappo. Tre vittorie di fila in campionato per la squadra di Guardiola, due sconfitte consecutive in campionato per i Gunners, e il 22 aprile il vantaggio era sparito. Il City era primo per la prima volta dalla prima settimana della stagione, finché l'Arsenal non ha risposto tre giorni dopo con la vittoria sul Newcastle.

L'ultimo titolo dell'Arsenal? 2003-04, l'epoca degli "Invincibili". Thierry Henry, Patrick Vieira, Robert Pires: nomi entrati nella leggenda. Da allora 22 anni di attesa, tre secondi posti consecutivi, e adesso questo.

Il 2026 come il 2011-12? Perché la Premier League potrebbe di nuovo decidersi sulla differenza reti

Il ricordo di Aguero

Se i punti resteranno vicini fino alla fine, il titolo potrebbe essere deciso dalla differenza reti o dai gol segnati. Ed è qui che ogni tifoso del Manchester City conosce la storia a memoria.

Stagione 2011-12. L'ultima giornata. City e Manchester United chiudono appaiati a 89 punti. Differenza reti: City +64, United +56. Il City si laurea campione in quegli attimi rimasti celebri, quando Sergio Aguero segna contro il QPR al 90'+4, completando la rimonta per il 3-2 e decidendo tutto. "Aguerooooo!": l'iconica telecronaca di Martin Tyler.

Nell'intera storia della Premier League il titolo è stato deciso dalla differenza reti una sola volta, proprio in quella stagione 2011-12. Un momento storico unico. E oggi, nel 2026, con le due squadre appaiate a +37 a cinque partite dalla fine, la storia sembra pronta a ripetersi.

Vale anche la pena sapere come il regolamento della Premier League gestirebbe una perfetta parità. L'ordine è: differenza reti, gol segnati, poi scontri diretti. City e Arsenal hanno pareggiato 1-1 all'Emirates a settembre; il City ha vinto il ritorno all'Etihad 2-1 il 19 aprile. Quindi, se le due squadre chiudessero a pari punti, con la stessa differenza reti e lo stesso numero di gol segnati, il City vincerebbe grazie agli scontri diretti. Non ci sarà nessuno spareggio.

Il 2026 come il 2011-12? Perché la Premier League potrebbe di nuovo decidersi sulla differenza reti

L'Arsenal su due fronti

Ed è qui che entra in scena il fattore che potrebbe essere la chiave della frenata dell'Arsenal.

La squadra di Arteta non lotta soltanto per la Premier League. L'Arsenal è in semifinale di Champions League contro l'Atlético Madrid, con l'andata a Madrid il 29 aprile e il ritorno all'Emirates il 5 maggio. È la seconda semifinale consecutiva per il club, e probabilmente la sua occasione più concreta di raggiungere la finale in vent'anni.

Ma c'è un prezzo da pagare.

La Champions League presenta a una rosa un conto fisico e mentale enorme. Una partita europea il mercoledì, una di campionato la domenica. E quando la squadra è già priva di giocatori chiave, quel calendario diventa una prova durissima.

Il City, al contrario, è stato eliminato dalla Champions League di questa stagione agli ottavi di finale, battuto 5-1 nel complesso dal Real Madrid a marzo. È proprio quell'uscita anticipata a garantirgli il vantaggio fisico nelle ultime settimane di maggio.

È possibile che il sogno del titolo dell'Arsenal svanisca a Budapest, dove il 30 maggio si giocherà la finale di Champions League. Nel momento in cui allunga la mano verso un trofeo, l'altro potrebbe sfuggirgli.

Con una mano sola non si tiene nemmeno una coppa, figuriamoci due.