Carlos Alcaraz non gioca una partita di singolare dal 13 aprile e per il 23enne quell'assenza, unita a un serio infortunio al polso, ha portato con sé pensieri intrusivi. "Quei pensieri intrusivi sono stati la cosa più difficile da gestire in questo percorso", ha ammesso il campione.

Una tenosinovite al polso e pochissimo match practice lasciano dubbi sulla sua condizione, eppure è comunque la seconda testa di serie allo US Open. Quel dritto pesante continua a sollecitare l'articolazione, da qui la protezione sul braccio. Carlos si sente benissimo, ma di certo non è stato l'avvicinamento ideale. Per difendere il titolo, il campione è pronto a spingersi ancora una volta oltre i propri limiti fisici e mentali.
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