Si gioca oggi, 29 aprile, al Riyadh Air Metropolitano la seconda semifinale di Champions League. L'Atletico Madrid ospita l'Arsenal in una delle semifinali più cariche di tensione degli ultimi anni. In palio c'è un biglietto per la finale di Budapest. In gioco, per entrambi i club, un'occasione storica di vincere un trofeo che non è mai stato così vicino.

Si scontrano due filosofie di calcio completamente opposte. Da una parte l'Atletico di Diego Simeone, con la sua fisicità, il suo acciaio e le Dark Arts. Dall'altra l'Arsenal di Mikel Arteta, con il suo ordine, il possesso palla e un'arte strutturale.

Il caos contro l'ordine, per tutti i 90 minuti.

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Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

LO SCONTRO TRA DUE FILOSOFIE DI CALCIO

Diego Simeone è all'Atletico da 14 anni. In questo periodo ha ricostruito il club interamente a sua immagine. «Cholismo» è il nome dato alla sua filosofia di calcio. Aggressività, fisicità, spirito combattivo. Una squadra che «mangia» l'avversario in campo, con perdite di tempo, piccoli falli e pressione psicologica.

Nel mondo del calcio tutto questo è noto come Dark Arts. Rinvii dal fondo lenti, secondi che si dilatano prima dei calci di punizione, sguardi di sfida all'arbitro. Ognuno di questi strumenti fa parte di un piano tattico più ampio, al servizio di un unico obiettivo: spezzare il ritmo dell'avversario.

Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

Dall'altra parte c'è l'Arsenal di Mikel Arteta. Un prodotto della scuola di Pep Guardiola, accademico, controllato. Una squadra che gioca attraverso il possesso, i passaggi corti e la creazione di spazi. Il controllo emotivo è al centro della filosofia di Arteta. Non cerca lo scontro fisico, ma non può evitarlo quando arriva.

Non è solo un duello tattico. È uno scontro tra due visioni opposte del calcio.

E un dato merita una menzione a parte: l'Atletico ha segnato 34 gol in questa Champions League, il massimo nell'intera storia del club in Coppa dei Campioni e Champions League. Simeone non è più semplicemente l'allenatore di una squadra conservatrice. Il suo Atletico adesso è pericoloso anche in attacco: ha battuto il Barcellona 2-0 all'andata al Metropolitano, per poi passare il turno nei quarti col 3-2 complessivo. Ma la filosofia fisica resta la stessa.

Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

UN TEST PSICOLOGICO AL METROPOLITANO

Per l'Arsenal questa partita è un vero esame di maturità europea.

La squadra di Arteta si trova sulla soglia di un momento storico: raggiungere per la prima volta nei 140 anni di storia del club due semifinali di Champions League consecutive. Un'attesa di 22 anni per un titolo di Premier League, una condizione in campionato che si è sfilacciata fisicamente, l'assenza di giocatori chiave, e ora una semifinale di Champions in uno degli stadi più caotici del mondo.

Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

Il pubblico del Riyadh Air Metropolitano è noto per il rumore, il fuoco, la pressione emotiva. Simeone costruisce la sua squadra attorno a quell'energia. I primi 20 minuti sono il periodo in cui l'Atletico cerca di spezzare l'avversario emotivamente. Un gol subito o un episodio fisico possono cambiare l'intera partita.

E proprio qui sta il dramma centrale: i londinesi sapranno reggere quella pressione? Se l'Arsenal non riuscirà a tenere in equilibrio il punteggio nei primi 20 minuti, il piano di Simeone funziona. Se invece l'Arsenal riuscirà a imporre il proprio ritmo basato sul possesso, la macchina fisica potrebbe cominciare a incrinarsi.

La storia sorride alla squadra di Arteta per un dato in particolare: l'Arsenal è l'unica squadra ancora imbattuta in questa Champions League: 10 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte. Ha subito solo cinque gol in 12 partite di Champions in questa stagione, un record che farebbe invidia alla maggior parte delle difese della competizione.

C'è un altro dato storico che dà all'Atletico una tranquilla fiducia in casa: non ha mai perso una partita a eliminazione diretta di Champions League contro un club inglese al Metropolitano o nel suo predecessore, il Vicente Calderón. Sei gare, tre vittorie e tre pareggi. L'Arsenal non è mai stato uno di quegli avversari, fino a ora.

Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

IL FATTORE ARBITRO

Un'altra figura che potrebbe avere un ruolo decisivo in questa partita è l'arbitro olandese Danny Makkelie.

Makkelie, 43 anni, è uno degli arbitri europei più esperti, membro del gruppo élite dell'UEFA. Il suo stile è noto: concede il gioco fisico più di molti colleghi e cerca di non interrompere il flusso della partita con continui fischi.

Proprio questo fattore dà un vantaggio all'Atletico.

La squadra di Simeone si esalta nelle battaglie accese. Se l'arbitro non punisce di frequente i contatti fisici, la filosofia del Cholismo prende vita fino in fondo. Provocazioni, piccoli falli, perdite di tempo: tutto passa regolarmente impunito.

Per l'Arsenal questo tipo di pressione fisica è territorio sconosciuto. In Premier League la squadra di Arteta gioca in un ambiente più protetto: fischi frequenti, un clima emotivo controllabile. Al Metropolitano con Makkelie in campo, lo scenario è completamente diverso.

IL PARERE DEGLI ESPERTI

Alla vigilia della partita, gli analisti calcistici sono divisi in due schieramenti.

I veterani inglesi, Ian Wright e Rio Ferdinand, parlano apertamente di un fattore preciso: il gol in avvio. Se l'Arsenal segna presto, tra il 20' e il 25', il piano dell'Atletico crolla. La squadra di Simeone sarebbe costretta a passare da una battaglia fisica a un assetto offensivo. E questo non le si addice.

Se il primo tempo finisse 0-0, dirà apertamente Ferdinand, il piano di Simeone avrebbe funzionato. I tifosi dell'Atletico esploderebbero, l'energia salirebbe, l'Arsenal si spegnerebbe fisicamente. Nella parte finale della ripresa, i londinesi si troverebbero in seria difficoltà.

Gli analisti spagnoli la affrontano da un'altra angolazione. Il loro argomento principale è la vasta esperienza dell'Atletico nelle sfide a doppio confronto. Delle ultime 15 sfide europee a doppia sfida contro club inglesi, l'Atletico ne ha vinte 11. Tre semifinali europee contro club inglesi nella sua storia, e tutte e tre vinte.

A Londra, anche un pareggio o una sconfitta di misura sarebbe un risultato perfettamente accettabile per i Colchoneros. La strada dell'Atletico verso la finale passa dai suoi tifosi a Madrid e dal suo grande vantaggio fisico in campo.

Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

IL RICORDO DI OTTOBRE: 4-0 ALL'EMIRATES

E un dato che dà a questa partita un peso emotivo tutto suo: l'Atletico non ha ancora perdonato all'Arsenal quanto accaduto a ottobre.

Nella fase a girone unico di Champions League, il 21 ottobre, l'Arsenal ha demolito la squadra di Simeone 4-0 all'Emirates. Doppietta di Viktor Gyökeres, più i gol di Gabriel e Martinelli: quattro reti in 15 minuti nella ripresa. È stata una delle sconfitte più pesanti dell'Atletico nella recente storia della Champions League.

E l'Atletico quella sconfitta se la ricorda bene.

Dopo, Madrid si è rialzata. Ha eliminato il Club Brugge nei playoff a eliminazione diretta, il Tottenham agli ottavi e poi il Barcellona ai quarti: 2-0 all'andata al Metropolitano, 3-2 complessivo. Una semifinale, la prima dal 2016-17. E soprattutto, il cammino dell'Atletico nella fase a eliminazione diretta ha prodotto 28 gol in sei partite: 17 fatti, 11 subiti. Non è l'Atletico di una volta, costruito solo sull'asfissia difensiva.

Ora l'Arsenal arriva al Metropolitano. Il calcio che si vedrà non sarà quello di ottobre. La squadra di Simeone è in fiamme, e i suoi tifosi hanno in mente un ricordo ben preciso.

I PROTAGONISTI CHE POSSONO DECIDERLA

Due giocatori meritano un'attenzione particolare alla vigilia del calcio d'inizio.

Per l'Atletico, Julián Álvarez. L'argentino ha segnato nove gol in questa Champions League, già il massimo per un giocatore dell'Atletico in una singola stagione di Coppa dei Campioni o Champions League. Guida la classifica di tutti i giocatori della competizione per pressioni ad alta intensità totali. Ex giocatore del Manchester City, ex campione di Premier League: sa cosa serve per battere l'Arsenal. E sarà l'uomo che la difesa di Arteta teme di più.

Sempre per l'Atletico, Antoine Griezmann. Il francese è stato coinvolto direttamente nel 24,2% dei gol dell'Atletico in Champions League nel corso della sua carriera con il club, la percentuale più alta tra i giocatori di una squadra che ha segnato 100 o più gol nella storia della competizione. Non vince un trofeo importante con l'Atletico dalla Supercoppa UEFA del 2018, e al termine di questa stagione partirà per l'Orlando City. Questa è la sua ultima occasione.

UN'OCCASIONE STORICA: UNA FINALE PER UNO, LA STORIA PER UNO

E infine, il dato che dà a questa semifinale un peso davvero speciale. Per entrambe le squadre, un biglietto per la finale non è solo un biglietto per la finale. È un'occasione storica.

L'Arsenal non ha mai vinto la Champions League. La sua unica finale, nel 2006, fu persa 2-1 contro il Barcellona allo Stade de France di Saint-Denis.

Nemmeno l'Atletico l'ha mai vinta. Le sue tre finali, nel 1974 contro il Bayern Monaco, nel 2014 e nel 2016 contro il Real Madrid, sono state tutte sconfitte. Tre finali, tre volte lacrime. L'Atletico è l'unica squadra nella storia della Champions League ad aver raggiunto tre finali perdendole tutte.

In realtà, sono le due squadre che hanno giocato più partite di Coppa dei Campioni e Champions League senza aver mai sollevato il trofeo: l'Arsenal 223 gare, l'Atletico 190.

E la tendenza degli ultimi anni è chiara: la Champions League non è più un monopolio del Real Madrid o del Bayern.

2023: Manchester City. Il suo primo titolo di sempre.

2025: PSG. Il suo primo titolo di sempre.

2026: ?

Atletico-Arsenal, i 14 anni di Simeone contro i 6 di Arteta: caos contro ordine, la storia in palio

In questo confronto, Atletico e Arsenal, una delle due andrà in finale. E se la vincerà, diventerà la terza squadra campione per la prima volta negli ultimi quattro anni.

Per una delle due si scriverà la storia.

Per l'altra, il dolore di tre finali perse nel caso dell'Atletico, due decenni di attesa in quello dell'Arsenal, o troverà finalmente una risposta, o si ripeterà ancora.

Nulla si deciderà in una sola partita: il ritorno si gioca all'Emirates il 6 maggio. Ma le fondamenta saranno gettate oggi al Metropolitano. Il risultato complessivo. L'altitudine psicologica. L'usura fisica.

E la strada verso la finale passa o da Madrid o da Londra.

Una delle due scriverà la storia. L'altra no.