È stata la settimana che ha ribaltato la storia del motorsport argentino. Tre episodi distinti, perfettamente collegati tra loro: il 26 aprile 600mila tifosi in delirio per le strade di Buenos Aires per vedere Franco Colapinto; una settimana dopo, Lionel Messi nel paddock di Miami; e il miglior piazzamento di sempre in Formula 1 per un pilota di 22 anni.

Andiamo subito al punto: Colapinto ha chiuso settimo il Gran Premio di Miami. Per un pilota dell'Alpine non è solo un risultato, è il suo migliore di sempre in Formula 1. E a guardare tutto dall'alto c'era l'uomo il cui nome in Argentina è praticamente una religione.

600mila tifosi a Buenos Aires e Messi nel paddock: la F1 argentina torna protagonista a Miami

IL TRIS DI ANTONELLI E IL RITORNO DELLA McLAREN

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La gara, dal punto di vista puramente sportivo, è stata lo show di Kimi Antonelli. Il prodigio italiano della Mercedes, 19 anni, ha centrato la terza vittoria consecutiva. Ma non si può parlare di "dominio assoluto": Antonelli ha perso la testa della corsa già al primo giro, quando Charles Leclerc lo ha passato alla curva 1. Se l'è ripresa al giro 4, l'ha ceduta di nuovo a Norris e Verstappen, poi l'ha riconquistata ancora una volta. Una vittoria, sì, ma frutto di una gara di sopravvivenza, non di una passerella.

Dietro ad Antonelli si è combattuta una vera battaglia. Lando Norris e Oscar Piastri hanno completato il podio con il secondo e il terzo posto. La MCL40 aggiornata della McLaren sembra di nuovo in partita. La vittoria di Norris nella sprint e ora la doppietta sul podio rendono chiara una cosa: nella seconda parte della stagione la Mercedes non correrà da sola.

Charles Leclerc ha tagliato il traguardo sesto con la sua Ferrari, ma una penalità di 20 secondi a fine gara per aver superato ripetutamente i limiti della pista nell'ultimo giro ha fatto scivolare il monegasco all'ottavo posto. È stata proprio quella penalità a promuovere Colapinto al settimo.

LA STRATEGIA DI COLAPINTO E I PUNTI DELL'ALPINE

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L'argentino, 22 anni, ha mostrato in pista un'ottima capacità di gara. Ha scartato la strategia standard, ha rimandato l'unico pit stop a metà gara inoltrata e a un certo punto è arrivato a occupare la quarta posizione. Quando Leclerc è stato penalizzato, Colapinto era già davanti a entrambe le Williams, quelle di Sainz e Albon.

Nemmeno la gara di Colapinto è stata priva di brividi: al primo giro ha toccato Lewis Hamilton alla curva 11. La vettura di Hamilton ha riportato danni al fianco e al fondo, e il britannico ha dovuto trascinare una macchina ferita per tutta la corsa. I commissari hanno giudicato l'episodio un incidente di gara.

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Quei 6 punti sono ossigeno per l'Alpine. La squadra francese è entrata nella stagione 2026 con una nuova power unit Mercedes e fin dall'inizio era chiaro che avesse del potenziale. Dopo il primo punto conquistato in Cina, il settimo posto di Miami è un segnale importante. Il compagno di squadra di Colapinto, Pierre Gasly, invece non ha concluso la gara: è finito contro le barriere dopo un contatto con Liam Lawson che ha ribaltato la sua vettura. Un pilota settimo, l'altro al centro medico: la settimana dell'Alpine ha avuto due volti molto diversi.

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QUANDO MESSI ENTRA NEL PADDOCK

E arriviamo alla storia principale. Domenica mattina, prima del via, nel paddock è entrato un uomo che ha fermato tutto. Lionel Messi, insieme ad Antonela Roccuzzo e a tutti e tre i figli, è arrivato al Gran Premio di Miami come ospite della Mercedes, nello stesso giorno della partita dell'Inter Miami (sconfitta per 4-3 contro l'Orlando City).

Nel box Mercedes, Messi si è seduto nella W17 di Antonelli e ha osservato da vicino i preparativi tecnici della squadra. Ma il momento più emozionante è arrivato altrove: l'incontro con Colapinto. Le telecamere della F1 lo hanno immortalato subito: il campione del mondo 38enne che abbraccia la nuova speranza del motorsport argentino.

Colapinto ha dichiarato a ESPN: "Tutti si stavano scaldando e io ero lì in jeans a fare foto e a parlare con Leo. Dobbiamo portarlo a ogni gara".

Messi è rimasto nell'impianto fino alla fine della gara, ha festeggiato il piazzamento di Colapinto e si è congratulato con Antonelli per la vittoria nell'area hospitality della Mercedes. I figli, Thiago, Mateo e Ciro, indossavano tutti abbigliamento Mercedes. Tutto rientrava in una partnership commerciale: Messi è legato a Mercedes e a IWC tramite un accordo pubblicitario.

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LE STRADE DI BUENOS AIRES: 600MILA PERSONE PER UNA SOLA MACCHINA

Questa energia non è nata a Miami. Esattamente una settimana prima, il 26 aprile, su un circuito cittadino temporaneo di 2 chilometri allestito nel quartiere di Palermo a Buenos Aires, Colapinto ha dato vita a un vero spettacolo.

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Ha portato per le strade la Lotus E20 del 2012, riverniciata con i colori dell'Alpine. Poi è toccato alla replica leggendaria: la Mercedes W196 dell'epoca dei titoli di Juan Manuel Fangio. 600mila persone in strada: secondo Motorsport.com, un numero superiore alla affluenza di molti Gran Premi veri e propri.

"Siamo i migliori tifosi del mondo. L'Argentina merita di tornare nel calendario della Formula 1", ha detto Colapinto.

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CI SARÀ UN GRAN PREMIO D'ARGENTINA?

L'Argentina ha ospitato la Formula 1 per l'ultima volta nel 1998. Da allora sono passati ventotto anni. Ma il quadro sta cambiando. Il leggendario Autodromo Oscar y Juan Gálvez di Buenos Aires è in fase di importante ristrutturazione e si è già assicurato il diritto di ospitare la MotoGP dal 2027.

Il messaggio a Stefano Domenicali e ai vertici della F1 è già partito. 600mila tifosi in strada, Colapinto nella top ten e Lionel Messi nel paddock: il motorsport argentino ha sfondato la porta. Il resto è solo questione di tempo e di denaro.